CLAUDIO CRAVERO
Inaugurazione venerdì 11 luglio 2025
dalle ore 18 alle ore 21 presso
Galleria Umberto I - PortaPalazzo
History of Violence
Una riflessione sulla rappresentazione della violenza nell’immaginario contemporaneo.
fotografie di Claudio Cravero
testo di Rosy Togaci Gaudiano
a cura di Ivano Bedenti
Viviamo in una società che ha neutralizzato la morte,
rimuovendola dallo spazio dell’esperienza per relegarla nei territori anestetizzati dell’intrattenimento.
Secondo Umberto Galimberti, la morte è il pensiero che fonda ogni altro pensiero:
ciò che ci costringe a pensare, perché ci sottrae ogni illusione di durata.
Eppure, la modernità l’ha trasformata in un’ombra, un fantasma da silenziare.
In questo vuoto simbolico si inserisce History of Violence,
un progetto che non mostra la morte, ma la sua messa in scena, il suo simulacro.
I corpi fotografati da Claudio Cravero giacciono
in stanze comuni, senza identità, senza volto.
La scelta di occultare lo sguardo quel punto in cui, secondo Emmanuel Lévinas,
la relazione etica prende forma non è casuale:
priva la figura della sua individualità, e con essa, del suo diritto a una biografia.
Come direbbe Hannah Arendt, “la perdita del mondo” inizia dalla perdita del volto,
e con esso della parola, della narrazione, della possibilità di apparire agli altri.
In alcune fotografie compare un coltello, simbolo esplicito della violenza.
Ma poi scompare. La rimozione progressiva dell’arma
non è solo un gesto estetico: è un’operazione critica.
Cravero elimina la causa, la dinamica, l’agente.
Resta solo il risultato, come in una dissezione fredda e muta.
È qui che il progetto si avvicina a Michel Foucault:
non è la violenza in sé a interessare, ma le forme attraverso cui
viene codificata, messa in scena, disciplinata.
L’immagine non testimonia: istituisce uno spazio di potere, e lo mette in crisi.
Ma History of Violence è anche e soprattutto una denuncia.
Una denuncia radicale e poetica contro la violenza sulle donne,
che ogni giorno si consuma nei luoghi più consueti,
tra le mura domestiche, nel silenzio assordante della normalità.
Claudio Cravero
grafico pubblicitario per oltre 40 anni e
fotografo dagli anni ’70.
> 1981/1992 è tra i fondatori del FANTEATRO e per 11 anni abbina recitazione e fotografia
> 1998/2002 è tra i fondatori di FINE spazio no-profit dedicato ai nuovi fotografi
> 2012 apre HANGARstudio, spazio fotografico polivalente per corsi di fotografia,
eventi d’arte, esposizioni e incontri con artisti
> 2014/2018 è tra i fondatori di ACCAatelier, Associazione Culturale di artisti che
organizza l’apertura al pubblico degli atelier d’arte torinesi
> Dal 2015 si propone come fotografo volontario per ONG/onlus che lo hanno portato
in Bangladesh, Burkina Faso, Ciad, India, Togo, Ucraina e Uganda
> Dal 2018 insegna materia fotografica per alcuni anni in un laboratorio per disabili,
poi nelle scuole medie di primo e secondo grado e nelle scuole superiori
> 2019 è tra i promotore del CORTILE delle ARTI,
collettivo che comprende sette atelier e una galleria d’arte
> 2024 è tra i fondatori dell’Associazione Germinale che organizza Monferrato Art Fest
> 2024 è tra i fondatori di Equal East,
Associazione per lo sviluppo di progetti umanitari in aree di crisi
> 2025 è tra i fondatori di RANDAGI, Associazione di inclusione e contro l’indifferenza verso i senzatetto
> Ha esposto in Italia, Francia, Portogallo, Repubblica Ceca, Scozia, Argentina e USA
Influenzato dalle sue esperienze teatrali, i progetti fotografici di Cravero
prendono avvio da un canovaccio che si sviluppa in itinere,
un percorso sempre aperto a scarti e deviazioni,
determinati dal luogo o dall’incontro umano dell’occasione.
La presenza della luce naturale è la costante di tutti i suoi progetti fotografici.
Una luce che rimanda ai classici della pittura,
punto di partenza della sua in/formazione,
e al cinema di David Lynch e David Cronenberg.
claudiocraverofotografo
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